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martedì 25 novembre 2008

Ater non paga l'Ici: case pignorate

Debiti per 370 milioni, alloggi popolari nel mirino degli ufficiali giudiziaridi
Paolo G.Brera (21 maggio 2008)

Case AterL´Ater non paga l´Ici, e il Comune pignora le Case popolari. Ha il sapore della beffa l´ultima incredibile notizia diramata ieri: nelle settimane che hanno preceduto l´insediamento del sindaco Gianni Alemanno, il commissario prefettizio Mario Morcone ha chiesto a Gerit-Equitalia di procedere alla riscossione forzosa di un credito di 372 milioni di euro accumulato in molti anni dal Campidoglio. Senza preoccuparsi che quel debito dell´Ater fosse, appunto, «un problema vecchio come il cucco - spiega il vicepresidente della Regione, Esterino Montino - che non si è mai potuto risolvere nemmeno con la destra alla Pisana: l´Ater non ha soldi per la gestione ordinaria, figuriamoci per l´Ici».

Tant´è, lunedì mattina nella sede Ater di Lungotevere Tor di Nona si presenta l´ufficiale giudiziario: consegna al tesoriere la maxi-cartella da 372 milioni e avvia il pignoramento mobiliare. Surgelando cioè la cassa, che però è quasi vuota: «Ci sono solo una decina di milioni, che basterebbero appena a pagare gli stipendi. Se fossimo una società per azioni - dice il presidente dell´Ater, Luca Petrucci - sarei dovuto andare in viale delle Milizie a consegnare i libri contabili al tribunale, insieme alle chiavi del mio ufficio. Saremmo al fallimento».

Il paradosso, ora, è che mentre i nuovi inquilini del Campidoglio e di palazzo Chigi, cioè il sindaco e il presidente del Consiglio, hanno annunciato l´azzeramento dell´Ici sulla prima casa, l´ente regionale che gestisce il patrimonio immobiliare pubblico rischia il fallimento proprio per non aver pagato la tassa sul possesso delle case popolari. «Già - dice Petrucci - sono costretto ad assegnare le case a chi mi dice il Comune, e il Comune stesso mi chiede ogni anno come Ici il quadruplo di quanto quegli inquilini mi pagano in affitti. Ora mi auguro ci sia un accordo tra l´Ater, la Regione e il Campidoglio per ripianare il debito senza mettere in ginocchio azienda e inquilini. Con la cassa pignorata non siamo più in grado nemmeno di pagare gli stipendi, e non parliamo delle manutenzioni».

«Stamattina ho parlato con il vicesindaco Mauro Cutrufo - dice Montino - e con l´assessore al Bilancio, Ezio Castiglione. È necessario che ritirino il pignoramento, altrimenti la cassa rimane bloccata mettendo in pericolo gli stipendi e fermando le vendite del patrimonio immobiliare con cui abbattere il debito. Dovremo varare un piano di rientro che la Regione e l´Ater garantiranno al Comune, ma deve essere condizionato al trasferimento dei soldi che la Regione vanta dallo Stato per la sanità: sono 5 miliardi, appena comincia il trasferimento facciamo fronte ai debiti». L´alternativa? «Si prendano pure 4 o 5mila appartamenti. E poi se li gestiscano loro», dice Montino. Intanto, gli inquilini non sanno nemmeno più con chi lamentarsi, per i tetti che non reggono la pioggia e le manutenzioni inesistenti.

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