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martedì 25 novembre 2008

Mutui alti, pignorate 203 case

14/10/2008 16:19
TRENTO - In molti casi, la procedura di pignoramento dell'immobile viene attivata per importi che fino a qualche tempo fa sarebbero stati considerati irrisori. Al giorno d'oggi però poche migliaia di euro di debiti bastano e avanzano per vedersi portar via la casa, perché la crisi dei mercati finanziari non sta facendo prigionieri: nemmeno in Trentino. Dall'inizio dell'anno, complice l'inarrestabile trend al rialzo dei tassi di interesse sui mutui, il tribunale di Trento ha infatti disposto 203 pignoramenti immobiliari, il 57,9% di casi più di quelli attivati nei primi nove mesi del 2006: un'enormità.
Lo dicono i dati forniti dal ministero della Giustizia, e pubblicati ieri da Il Sole 24 ore. Lo conferma Marina Ruggiero, ufficiale giudiziario dirigente della Corte d'Appello di Trento. "Ormai la gente non ha più soldi in tasca e sono sempre di più coloro che non riescono a pagare il mutuo. In passato erano soprattutto i forti debiti ad essere causa di pignoramento immobiliare. E le facce di chi veniva privato della casa erano sempre le stesse.
Oggi invece quelle persone trovano degli escamotage, intestano ad altri gli immobili per non esserne privati quando vanno sotto, e invece si porta via la casa alla gente comune, semplicemente perché non riesce più a pagare la rata ed è esposta per somme relativamente contenute". Uno scenario scoraggiante, che in provincia riguarda più la popolazione dei centri urbani che quella delle periferie. "In proporzione - dice Ruggiero - nelle vallate si registra qualche caso di meno perché la gente tende a vivere nelle case ereditate senza bisogno di doversi indebitare per acquistarle. A chiedere l'attivazione delle procedure esecutive invece sono per lo più le banche locali, le più presenti sul territorio. Qualche caso, però, riguarda anche crediti vantati da grosse banche nazionali o estere".
Non sempre, peraltro, i proprietari delle case pignorate si vedono privati di un tetto immediatamente, al termine dei novanta giorni di preavviso. "Prima che gli immobili vengano ceduti tramite asta - conclude Ruggiero - di solito passano dei tempi tecnici che vanno dai tre ai sei mesi, che spesso di allungano ulteriormente in seguito alle richieste di sospensiva dei debitori, che magari liquidano una parte della somma ottenendo un allungamento dei tempi". Purtroppo però assai di rado all'attivazione di una procedura di esproprio il debitore riesce a rimediare senza vedersi tolta la casa.
Fonte: L'Adige.it

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