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giovedì 29 gennaio 2009

Case all’asta, ma le banche hanno proprio sempre ragione?

Il meccanismo è semplice: chiedi un fido in banca per la tua attività e dai a garanzia la casa. Si presenta un periodo di crisi di liquidità dovuto all'andamento negativo del mercato e la casa mette all'asta l'immobile. Tutto regolare?

Succedono cose strane sul nostro blog degli Agenti Immobiliari.

L’altro giorno per esempio una gentile lettrice si è sfogata ben bene.

L’occasione gliela ha offerta un post con cui un Agente Immobiliare poneva sostanzialmente questa domanda: è conforme alla deontologia professionale fare da consulente a un acquirente in un’asta giudiziaria?

«I dubbi erano - scriveva l’interessato - principalmente di natura etica, ovvero se fosse giusto o meno concorrere a far sì che, quello che per molti è stato il frutto del lavoro di una vita ossia la casa, venisse in qualche modo a questi sottratto per cause che magari sono lontane dalla volontà di taluni di non voler far fronte ai propri debiti ma perché, travolti da un turbinio di vicende negative, li avessero portati a non poter adempiere loro malgrado ai propri impegni e pertanto ritrovarsi in quella situazione davvero terribile di vedere un proprio bene venduto all’asta.»

Ora è chiaro che in una situazione come quella in cui siamo venuti a trovarci ultimamente nel nostro Paese (una bazzecola comunque rispetto a quanto sta accadendo e dovrà ancora accadere negli Stati Uniti per via dei mutui subprime) è del tutto legittimo porsi la domanda se è tutto OK dal punto di vista del diritto (di cui l’Italia sarebbe, o sarebbe stata la “culla”, ma quando mai? Forse ai tempi dei tempi…) quando a un povero cristo viene pignorata la casa e messa all’asta da parte della banca creditrice che, poveretta, ha concesso il mutuo ma non può rischiare i quattrini che ci ha messo se no gli azionisti che dicono, il diritto è dalla loro.

In sostanza il debitore non paga, la banca si rivale sulla casa data in pegno, ricorre a un decreto ingiuntivo, trascorrono i termini e l’immobile va all’asta, non ci sono santi.

Ed è proprio a questo punto che interviene la nostra gentile lettrice. La quale racconta ciò che ha dovuto subire sulla propria pelle, essendosi trovata nella spiacevolissima (soltanto?) situazione di non poter far fronte alla richiesta della banca di “rientrare” immediatamente perché l’attività svolta non è più ritenuta “affidabile”.

Che vuol dire? Lo spiega bene, anche se con comprensibile concitazione, la gentile lettrice: la banca teme che l’attività svolta da un imprenditore non sia più redditizia (anche se momentaneamente, poco importa) e si rifà sulla casa data in garanzia.

Una prassi comunissima fra le banche nostrane ma tutt’altro che inattaccabile come appunto la nostra lettrice spiega più avanti.

Che sia un modo per contrastare la pratica dell’usura, camuffata sotto le mentite spoglie di servizio al credito?

Di seguito la drammatica testimonianza della nostra lettrice che riportiamo integralmente o quasi.

«Salve, vorrei commentare questa scelta di dare “consulenze” ai debitori, anziché ai creditori…
Innanzi tutto, molti non sanno che, molte aziende, individuali e non, non si trovano in difficoltà per loro scelta, ma per scelta delle banche, che mettono all’asta gli immobili, di famiglie, molto spesso con BAMBINI, che si ritrovano, col c… per terra, per MANCATA INFORMAZIONE.
Da consulente aziendale, che HA VISSUTO l’esperienza della messa all’asta dei propri beni, io ho deciso di AIUTARE i debitori, coloro che si ritrovano con la casa all’asta.
Innanzi tutto, bisogna fare informazione, nella parte PRIMA dell’avvenuta messa all’asta,
Infatti prima che LA TUA CASA vada all’asta, il tutto è preceduto da DECRETI INGIUNTIVI, dove coloro che vantano credito, ingiungono di pagare.
Bene, molte volte, a tali decreti ingiuntivi (9 su 10) presentati dalla BANCHE, si può fare opposizione.
Come? Analizzando e periziando i fidi delle aziende, dove… quasi sempre, risulta l’usura.
Esempio: Decido di aprire una srl, mi serve un fido, vado in banca, ma la banca mi chiede anche la firma personale, cioè garantendo ANCHE CON LA MIA CASA.
Avviene un periodo di crisi, la banca mi chiede un rientro, io non riesco a rientrare, quindi LA BANCA, mi invia un DECRETO INGIUNTIVO, ma io ho fatto PERIZIARE i miei FIDI, ed esce che la banca, mi HA FOTTUTO DENARI, per esempio mi richiede di pagare 50.000 euro quando me ne ha fregati 40.000…
A questo punto io faccio OPPOSIZIONE AL DECRETO INGIUNTIVO, e verso la differenza.
TANTE FAMIGLIE SONO NELLA m…, io però ritengo che comprare immobili all’asta PORTI SFIGA, e quindi, IO DECIDO DI AIUTARE, i più deboli.
La MAGGIOR PARTE delle famiglie che hanno aziende, sono in difficoltà, per i motivi sopra elencati.
Le banche rubano denari in modo occulto, e il tutto viene fuori SOLO analizzando i conti. Nella maggior parte dei casi, se è la banca che chiede un rientro con un decreto ingiuntivo, ti piazza a sofferenza sul CRIF [lista dei cattivi pagatori, ndr], e tu non puoi più rivolgerti ad altre banche, così si innesca “il turbine maledetto”, ti bloccano i conti, perdi il giro di cassa, e non riesci a pagare più i fornitori.
Difatti, se vi fate un giro sulle aste, vedrete che coloro che hanno scelto DI ROVINARE sono SOLO LE BANCHE.
Se invece, si procede con la perizia dei conti, si riesce a bloccare il decreto ingiuntivo, NON VAI A SOFFERENZA e sul CRIF, riesci ad avere altra credibilità bancaria, e riattivare il tuo giro di cassa.

PS: Provate a chiedere a chi ha figli e si è visto entrare in casa gente che visiona casa tua, perché la casa è all’asta e deve essere visionabile dalle ore 14.00 alle ore 16.00 SENZA PREAVVISO, e se rifiuti ti entrano con i Carabinieri, il fabbro rompe la porta… I BAMBINI, vedono la mamma piangere, e la gente estranea che ti gira per casa… COMPRATE ALL’ASTA… Poi mettete in preventivo, che nella vita, TUTTO TORNA INDIETRO.»